postato da stark86 alle ore gennaio 21, 2008 21:59
21/01/2008

"Le utopie appaiono oggi assai più realizzabili
di quanto non si credesse un tempo.
E noi ci troviamo attualmente davanti a una questione ben più
angosciosa: come evitare la loro realizzazione definitiva?
...Le utopie sono realizzabili. La vita marcia verso le utopie.
E forse un secolo nuovo comincia; un secolo nel quale
gli intellettuali e la classe colta penseranno
ai mezzi d'evitare le utopie e di ritornare a una società
non utopistica, meno 'perfetta' e più libera".
Nicola Berdiaeff
Ma LOL, tanto tempo sprecato a scrivere il post precedente. Bastava trovare prima questo stralcio.
Ci vediamo tra un mese per l'altro post XD
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categoria : letteratura, filosofia, nicola berdiaeff

postato da stark86 alle ore dicembre 31, 2007 08:56
31/12/2007

Tutto è relativo, anche gli auguri.

Per il nuovo anno si augurano sempre felicità, serenità, prosperità, abbondanza. "Ecc". Ma dove sta scritto che una persona debba desiderare necessariamente queste cose, tutte queste banalità?

Ma provate pure ad interrogare i relativisti più convinti (o anche quelli finti ^__^): vi risponderanno che il miglioramento è l'obiettivo primario dell'uomo, di conseguenza l'incessante ricerca di uno stato che sia il più possibile positivo è una caratteristica umana del tutto naturale ed inevitabile.
Dopotutto, Oscar Wilde faceva dire a due personaggi della commedia "L'importanza di chiamarsi Ernest":
- Lei è la perfezione stessa, Miss Fairfax.
- Oh, spero bene di no. Non avrei più spazio per ulteriori sviluppi, ed io intendo svilupparmi in molte direzioni.
Nello stesso ambito letterario si parla di "utopia" per indicare un mondo impossibile in cui regna un modello politico e sociale che soddisfa il bisogno di felicità delle persone; mentre chiamiamo con "distopia" un modello ugualmente irrealizzabile, ma spinto il più possibile verso la deriva negativa.
Domanda: perché non si è mai creata un'utopia distopica? O meglio, perché nessuno legge mai le utopie in chiave distopica?
Risposta: perché il relativismo afferma la soggettività dei concetti di Bene e Male, ma non abbandona del tutto la strada del suddetto binomio e si limita a mischiare un po' le carte.

Io NO. ^_^
Ed è presto detto: uno stesso, identico evento può essere sia positivo che negativo. E fin qui, diranno i relativisti, niente di strano, perché dipende dal contesto entro il quale si verifica.

Ad esempio.
Perché la "pace perpetua" kantiana è accolta di solito con entusiasmo? Perché in prospettiva la vediamo scritta all'indomani della Rivoluzione francese e l'idea di una Federazione dei popoli che travalichi gli assolutismi di regime ci sembra l'ideale. Perché, poi, la pace perpetua viene smontata da Hegel, il quale invoca la guerra come igiene del mondo? Qui è più facile: perché Hegel era nazista, precedeva la Storia.
Capolavoro di relativismo.

Ebbene, non solo relativismo: l'impossibile catalogazione si ha anche se l'evento in questione tocca per due volte la stessa persona nello stesso contesto storico-geografico-sociale.
Quelli che fanno la differenza sono il passato e il futuro prossimo: una situazione è catalogabile come positiva solo se preceduta e seguita da una negativa, e viceversa. Una costante è sempre negativa, sia essa comunemente riconosciuta come positiva o come negativa.

L'alternanza è fondamentale: in tempi di serenità e tranquillità dovremmo sperare di essere colpiti da una disgrazia che ci faccia molto male, mentre in periodi di sofferenza e turbamento dovremmo invocare calma piatta.
Dobbiamo far oscillare il pendolo, velocemente, il più possibile. Dolore, felicità e noia.

Ci sarebbe anche un discorso parallelo da fare, quello sulla familiarità del senso estetico, ma ne do solo un accenno. L'oscillazione tra positivo e negativo dovrebbe avvenire secondo la sensibilità del soggetto che la subisce.
Umberto Eco, nella sua "Storia della bruttezza", ci mostra questo dipinto: Domenico Ghirlandaio - Ritratto di vecchio con nipote.

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La figura dell'anziano signore è di certo esteticamente poco gradevole, ma questo non interessa al nipote: lui ha sempre conosciuto quel nonno, il quale non è né bello né brutto, è semplicemente lui.
Estendendo il concetto di estetica, vengono a cadere anche i generici modelli piacere/dispiacere, godere/soffrire, così come quelli di Bene/Male e di Bello/Brutto.

Detto ciò (faticaccia -_-'), concludo dicendo che il 2007 è stato, secondo questa filosofia, il miglior anno che abbia mai trascorso. Ma se lo dico a qualcuno che sa tutto ciò che mi è capitato in quest'anno, uno sganascione non me lo leva nessuno o_O

Questo è il mio augurio per il 2008: che possiate comprendere non solo la bellezza del rialzarsi dopo una caduta, ma anche quella di ricadere dopo essersi alzati ^_^


Auguri.
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categoria : filosofia

postato da stark86 alle ore dicembre 25, 2007 23:13
25/12/2007

Stark scrive :
il nostro professore disegnava i punti cardinali al contrario, e quando gli dicevano che erano sbagliati lui diceva "È uguale!" ;D
Ste  scrive :
ma che liceo
bah;D
Stark scrive:
era ingegnere :)
;D
Ste scrive :
non tutti gli ignegneri sono così
alcuni sono hot :P
;D
Stark scrive:
io fui interrogato su una cosa facile
lessi tutto dal libro, durante l'interrogazione ;D
però alla fine cagò fuori dal vaso
iniziò a chiedermi di entropia, universo in espansione
Ste scrive :
bellissimo
avrai saputo rispondere, spero;D
Stark scrive:
allora io, citando anche un po' "Io e Annie", dissi "professore, ma che ci interessa a noi se si espande o si accorcia? Mica ci cambiano le cose"
mi mise 7 ;D
Ste scrive:
sono senza parole:)
Stark scrive:
è una risposta sincera ;D
a te cambia la vita? ;D
a me no :P
Ste scrive :
a me si:P
Stark scrive :
perché? ;D
Ste scrive :
ogni cosa di più che conosco mi cambia la vita
anche una stromzata
stronzata
è la Conoscenza
Stark scrive :
non ci siamo capiti ;D
non il fatto che tu lo sappia
ma il fatto che l'universo si espanda o meno ;D
che ti frega? ;D
Ste  scrive :
si, mi cambia la vita:)
perchè sulla base di quelle conoscenze
si inventano nuovi cazzilli tecnologici
Stark scrive:
che io odio ;D
Ste scrive:
che io posso comprare e vivere felice;D
   io li amo;D



Tutto ciò solo per dire che anche io, in fondo, sono attratto dalle novità tecnologiche.
Ho sentito ieri alla radio di questo prototipo, ed è stato subito amore. Scopritelo qui.
Magnifica, utilissima e praticissima.
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categoria : scienza, attualità

postato da stark86 alle ore dicembre 25, 2007 21:28
25/12/2007

Buon Natale, eh.

Non sto bene, voglio vomitare, ma buon Natale.

Che dite? Colpa del cenone? No, affatto, tutta colpa dell'olfatto. Io ho sentito solo i profumi. Centinaia, migliaia di profumi che si mescolavano in un guazzabuglio schifosamente odoroso.

E poi sono stanco, perché finalmente so, ho compreso. Ho assistito con questi occhi che cosa succede il 23 dicembre in un centro commerciale. E sono ancora sotto shock, ancora convalescente.

Dio, cosa c'era! Cosa ho visto... cosa ho visto...

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare.
Carrelli della spesa scontratisi al largo del reparto salumi,
E ho visto i raggi B incenerire una signora che aveva furbescamente saltato la fila alle porte del mercato del pesce.
E tutti quei panettoni andranno perduti nello stomaco...
come spazzatura in un cassonetto lercio.
È tempo...di mangiare.


Basta, pietà, basta.
Il prossimo che mi parla di crisi si becca un morso all'orecchio, in stile Tyson.

E un appello ai cattolici: mi faccio avanti per proporre una tregua, un armistizio che vada, ogni anno, dal 25 novembre al 10 gennaio (meglio abbondare). Uniamo le forze per combattere il nemico in comune: il consumismo. Uno sforzo, su. ^__^

 

 

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categoria : televisione, attualità

postato da stark86 alle ore dicembre 09, 2007 11:59
09/12/2007

In passato mi sono state dette due cose apparentemente slegate tra loro: mi hanno invitato a leggere un libro di Vittorio Messori e mi hanno detto che porto avanti uno "pseudoumanesimo".

Lasciamo un attimo questa premessa e andiamo a spendere due parole sulla rivista bimestrale "MicroMega". È in edicola un numero speciale dedicato alla laicità, dal titolo "Per una riscossa laica". L'ho sfogliato velocemente e devo dire che alcuni saggi sembrano offrire davvero molti spunti per dibattiti lunghissimi che ti portano a finire la giornata con una bella camomilla per evitare di uccidere l'interlocutore.

Detto questo, leggo un accenno ad un'intervista in cui Vittorio Messori sostanzialmente difende la pedofilia.
No, non ci volevo credere. Manco fosse amico di quelli Olandesi cattivi cattivi. No no, si attiva il senso critico e scatta la ricerca online.
Adesso, ahimè, ci credo. Ecco uno stralcio dell'intervista a "La Stampa" (sottolineato mio):


Vittorio Messori, lei è coautore di Karol Wojtyla e Joseph Ratzinger: qual è, da ascoltato frequentatore dei Sacri Palazzi, la sua idea sugli scandali sessuali nella Chiesa dopo gli ultimi casi giudiziari di don Gelmini e dei sacerdoti ricattati a Torino?

«Un uomo di Chiesa fa del bene e talvolta cade in tentazione? E allora? Se fosse così per don Pierino Gelmini, se ogni tanto avesse toccato qualche ragazzo ma di questi ragazzi ne avesse salvati migliaia, e allora? La Chiesa ha beatificato un prete denunciato a ripetizione perché ai giardini pubblici si mostrava nudo alle mamme. Queste storie sono il riconoscimento della debolezza umana che fa parte della grandezza del Vangelo. Gesù dice di non essere venuto per i sani, ma per i peccatori. E’ il realismo della Chiesa: c’è chi non si sa fermare davanti agli spaghetti all’amatriciana, chi non sa esimersi dal fare il puttaniere e chi, senza averlo cercato, ha pulsioni omosessuali. E poi su quali basi la giustizia umana santifica l’omosessualità e demonizza la pedofilia? Chi stabilisce la norma e la soglia d’età?»

Ecco, qui prende forma il pericolo più grande derivante dall'errore di porre la legge divina al di sopra di quella umana: lo pseudoumanesimo, ma quello vero.
Messori giustifica la pedofilia tra i sacerdoti puntando sulla lacrimevole (e patetica) scusa della "tentazione umana"; poi, poiché questa da sola suonerebbe comunque come grottesca, ci infila dentro anche la giustificazione dall'Alto, per essere sicuro di non ricevere accuse e controaccuse, "tanto sta scritto nel Vangelo". Peccato che il codice penale dica tutt'altra cosa, caro Messori. Infine, il colpo di genio finale: fomentare il senso di colpa nei laici, dicendo senza mezzi termini che se si accetta l'omosessualità bisogna ammettere che anche la pedofilia non è mica questo grande scandalo: tanto, depravazione per depravazione... Ah, gli "adulti consenzienti", questi sconosciuti!

Ma ci sono due cose positive in mezzo a queste dichiarazioni vomitevoli:
1) Il mio umanesimo è salvo, abbiamo scoperto qual è il vero impostore;
2) Ho risparmiato i 15.49 euro del libro di Messori (sì, non era molto economico...).

Purtroppo nessun lato positivo per i bambini violentati, mi dispiace.
Riprovate, sarete più fortunati. Su Marte, forse.
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categoria : etica, chiesa, attualità, vittorio messori

postato da stark86 alle ore dicembre 05, 2007 10:22
05/12/2007

Il voto è il fondamento della democrazia.
Ecco perché in politica è sprecato.



People's Choice Awards
Go to PCAVote.com
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categoria : televisione, house

postato da stark86 alle ore dicembre 04, 2007 22:13
04/12/2007

Con gli immigrati metodi SS.

"
Nel momento in cui ottengono la residenza - dice - la commissione dovrebbe assumersi il compito di seguirne gli spostamenti e controllarne il comportamento andando a chiedere informazioni anche ai vicini di casa. Passati questi primi sei mesi - continua Bettio - se gli stranieri si sono comportati bene, allora possono restare, in caso contrario devono essere sottoposti ad altri tre mesi di verifica e poi espulsi."
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categoria : politica, attualità

postato da stark86 alle ore dicembre 02, 2007 11:19
02/12/2007

"Need to Know" e "You Don't Want to Know".
Come minimo vien fuori la curiosità di confrontare due episodi dai titoli così simili, espressioni di due significati opposti.
E così ho fatto.

Non ricordavo però alcuni particolari. Sono passati due anni, non potevo ricordarli.
Ebbene, in questo piccolo, breve filmato ci sono tutte le motivazioni che mi spingono a guardare la serie: è come guardare un film che ha come protagonista lo spettatore (e a questo proposito devo ricordarmi di prendere "L'uomo duplicato" di José Saramago).
Non inizierò ad usare tag personali per i post, ma questo se lo meriterebbe davvero.


Nota per la traduzione verso la fine: "tough love" è quasi intraducibile, sarebbe il polso fermo usato con amore, a fin di bene.
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categoria : televisione, house

postato da stark86 alle ore novembre 29, 2007 08:00
29/11/2007



Stasera su Rai Uno ci sarà questo spettacolo, "Il quinto dell'Inferno".

Boicottatelo.

All'inizio poteva essere una cosa divertente, ma adesso sta esagerando e diventa sempre più irritante.

È una lettura di Dante estremamente banale, basata sull'iperbole e mista a satira: e così gli errori storico-filologici ed ermeneutici si sprecano.
Perché poi sempre con 'sto V canto dell'Inferno (ormai svalutatissimo proprio grazie a lui)? Vorrei sentirlo leggere qualcosa che si presti meno ai suoi modi da giullare, qualcosa come il XXXIII.
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categoria : letteratura, televisione, roberto benigni

postato da stark86 alle ore novembre 26, 2007 16:14
26/11/2007

spoileralertQuesto post contiene spoiler sull'episodio 4x08 ("You Don't Want To Know) della serie "House".








Primo crosspost del nuovo blog.
Si parte da qui (leggetevelo perché non ripeterò le stesse cose).

Avevo promesso a me stesso di non scrivere nemmeno mezza riga sulla quarta stagione di House, non prima del giro di boa. Ultima sigaretta, come sempre.

Innanzitutto, tre piccole clip (unite tra loro) per spiegare in dettaglio come sono andate le cose nell'episodio in questione:




Io credo che i contesti in cui agiscono il mago, Thirteen ed House siano profondamente diversi: abbiamo tre risposte diverse (perché vedremo che quella di Thirteen sembra essere uguale a quella del mago, ma in realtà non lo è) ad uno stesso problema, e tutte quante si rivelano valide, tutte quante sono perfettamente giustificate.
Vediamo in dettaglio:

- Il mago.
Una persona che vive ingannando la gente, che riesce a provocare stupore e meraviglia con un semplice trucco. Non fa altro che dare alla gente quello che vuole, ma non si tratta, come egli afferma di "sense of wonder", ma dell'illusione di poter superare gli ostacoli, anche quelli impossibili.
Dal punto di vista epistemologico questo paziente non ha niente da dirci, non vuole comunicare, preferisce portare i suoi trucchi con sé nella tomba affinché la magia viva per sempre. Persino quando smette di fare il mago ed inizia finalmente a fare il paziente dice di non essere preoccupato, perché la preoccupazione non cambia le cose. Questa è in realtà la vera (ed unica) sconfitta del mago: l'oggettività della malattia non si può ingannare.

- Thirteen.
Gli autori hanno giocato molto tra l'affermazione del mago riguardante la preoccupazione per la malattia e quella di Thirteen riguardante la preoccupazione per il posto di lavoro (il video non è presente tra quelle clip, sorry). E fin qui le analogie. Sulle questioni importanti, però, sorgono le differenze. La notizia che aspetta Thirteen è diversa da quella che aspetta il mago: per la prima abbiamo la morte certa (al 50% potrebbe esserlo), per il secondo abbiamo la morte nel caso in cui il team di House non riesca a capire cosa c'è che non va. La sorte di Thirteen è affidata al caso, quella del mago è affidata ad altre persone. Il mago non ha una reale notizia che lo sconvolga, potrebbe averla.

- House.
È molto simile al mago. Le domande se le pone di mestiere, non può farne a meno. Paradossalmente il mago dovrebbe pregare House di farsi sempre domande, altrimenti sì che morirebbe. La vita di un romantico-idealista pende dal cervello di un logico-realista.


Ovviamente io propendo SEMPRE per la decisione di House (il quale, secondo me, alla fine butta il test non perché creda di aver esagerato, ma perché ha capito di aver approcciato male la ragazza; ci riproverà, vedrete), ma tutte e tre sono perfettamente legittime se calate nel contesto del singolo personaggio: posso non condividere la scelta del mago (anche se io più che di preoccupazione parlerei di curiosità: non sapere che cosa ti sta uccidendo è sciocco, oltre che frustrante), ma non ho elementi per contrastarla, non se rimango nel suo campo.
È un esempio lampante di relativismo.
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categoria : filosofia, televisione, house